Al piccolo paese si può arrivare a piedi partendo dalla località Ponte Falmenta in Val Cannobina. Dapprima la mulattiera scende nel fondovalle attraversando tre ponti, sul rio Cannobino, sul rio di Falmenta e sul rio di Crealla, risale poi con una lunga teoria di gradini (1500) nel bosco ed emerge infine nei prati sottostanti al paese.
Il villaggio, sorto nel medioevo come alpeggio di Traffiume, è immerso nel verde sopra un poggio, circondato da prati e da annosi castagni, ricordo di una economia contadina che fondava su di essi gran parte della propria esistenza.
A Crealla si possono trovare i resti genuini delle antiche tradizioni e dei costumi nonché dell'architettura spontanea conservatasi ancora all'esterno e all'interno della maggioranza delle abitazioni.
Purtroppo la mancanza, fino a poco tempo fa, di un collegamento moderno con il fondovalle ha favorito l'abbandono del paese da parte di molti, soprattutto giovani. Ora invece una strada asfaltata collega Crealla con il proprio Comune, Falmenta, e così alcune case, prima abbandonate, sono state ristrutturate ed il paese, in particolare d'estate, si rianima.
Sono state riprese alcune feste tradizionali, il Carnevale, la festa di S. Pietro (il Patrono) del 29 giugno, la Madonna del 15 agosto, la Castagnata di metà ottobre. Si è riscoperto il piacere di lavorare insieme per la comunità, proprio come una volta: le strade sconnesse sono state aggiustate, si è portata l'illuminazione in alcune vie che ne erano prive, si è messo in ordine il cimitero e così via.
Sparsi qua e là sulle montagne vicine vi erano i cosiddetti ‘monti' e ‘alpi' di Crealla, temporanei paesi, costituiti da più baite con orti e stalle. Fino agli anni '50, tutti, le donne, i vecchi, i bambini e gli uomini (quelli che non lavoravano all'estero), vi si trasferivano con bestie e masserizie non appena si scioglievano le nevi ed i fienili si erano vuotati. Dapprima, in primavera, si ‘caricavano' i ‘monti', località più vicine al paese che permettevano ai bambini di frequentare la scuola elementare tutti i giorni, poi, in estate, si caricavano le ‘alpi', a quote più elevate.
Alcuni di questi luoghi sono ancora oggi visitati e abitati da qualcuno come se fossero dei ‘paradisi terrestri' legati ai ricordi dell'infanzia, altri sono stati ingoiati dal bosco e quasi cancellati.
Recentemente, con la realizzazione del Parco Nazionale della Valgrande, Crealla è venuta a trovarsi ai suoi confini. Ora essa è una delle principali porte d'ingresso al Parco dal versante cannobino mediante i diversi sentieri che, passando dal Rodè, dal Lavè o da Ortighedo, conducono al Passo Folungo e al monte Vadà. Una porta d'ingresso che, col suo diverso territorio, riassume e preannuncia già tutte le caratteristiche ambientali del Parco, compresa la sua ‘wilderness'.
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